Oggi in Italia si fa un gran parlare, di tutto. Di tutto ma possibilmente non delle cose che contano: non dei diritti nè della gente che lotta ogni giorno per essi rimettendoci anche.
Lascia attoniti la consapevolezza che molti ignorano proprio, e neppure sanno di ignorare ... ma che dico? ... sono felici di non sapere, di non conoscere, di essere come anestetizzati, privi di qualsiasi sensibilità e barlume di conoscenza rispetto a quei pochi, isolati, grandi eroi che lottano per la propria dignità, per la propria salute, per la propria libertà di vita, di morte, di scelta.
Fra queste figure quasi mitologiche, questi eroi, c'è un padre.
Il padre di Eluana Englaro.
In Italia contro questo UOMO, che chiede solo giustizia per sè e per sua figlia che da diciotto anni giace in un letto in coma irreversibile, in Italia si sono scatenati tutti i potenti.
Il Vaticano, il governo, un ministro che minaccia nel tentativo di costringere contro la loro volontà i sanitari, i medici, guidati come sempre da 'scienza e coscienza.
Ma come è possibile tutto questo in uno Stato che dovrebbe essere di diritto? Cosa devo pensare di questa mia nazione che sta sempre più progredendo in una folle strada di regresso sul terreno delle libertà personali?
Cosa dirò ai miei figli riguardo alla libertà di cura? Alla libertà di ricerca? Alla libertà di morire con la grandezza e la dignità che è dovuta ad ogni essere umano?
Dirò loro di emigrare perchè non esiste in Europa un altro Stato dove in una vicenda così tragica vi sia chi tenta di lacerare gli animi di una famiglia avvolta nel dolore, che chiede solo silenzioso rispetto?
Che emigrino perchè solo qui da noi vi è chi in tale situazione può cercare di alimentare confusione e mettere in crisi una situazione che invece e' stata chiarita in tutte le sedi opportune?
Che grande Stato l'Italia! L'unico Stato al mondo in cui la salute è una grazia (divina probabilmente!) e non un diritto come dicono quegli eversivi della Organizzazione Mondiale della Sanità.
lunedì 22 dicembre 2008
sabato 20 dicembre 2008
RU486 e gli attacchi ideologici del sottosegretario Roccella
La sottosegretario del Welfare con delega alla bioetica, che di nome fa Eugenia Roccella, ci informa che la questione che riguarda l'immissione in commercio della pillola abortiva Ru486 "non e' affatto chiusa".
La sottosegretario Roccella ha una delega alla bioetica, sostanzialmente una delega a rappresentare le posizioni più conservatrici ed illiberali nonchè quelle delle gerarchie del Vaticano.
A margine della conferenza stampa del 14.12.08 presso il ministero del Welfare a Roma per la presentazione dell'atto di indirizzo sugli stati vegetativi firmato dal ministro Maurizio Sacconi, la sottosegretario ha indossato l'elmetto e si è presentata al fronte antiabortista dichiarando che
rispetto alla possibilità del definitivo via libera sulla Ru486, ci sono ancora "ombre" su questo farmaco.
Il farmaco ha passato negli scorsi anni tutte le verifiche del caso, è legale nella stragrande parte degli stati europei, ma niente da fare.
Ci sono ombre, dice la sottosegretario.
E non è che voglia vietare la possibilità di scelta alle donne che intendono interrompere la gravidanza, no.
La sottosegretario vuole solo assicurare la massima garanzia possibile per la salute delle donne e dunque chiarire tutti i punti oscuri.
Quali dubbi?
Le morti collegate alla Ru486 sono arrivate ormai a 17 ci informa la sottosegretario, e quel che è peggio, spesso non sono state denunciate dagli istituti di farmacovigilanza (sarà un complotto?), ma da faticosi lavori d’inchiesta giornalistica indipendente e super partes.
Ad esempio quelli messi in luce dal libro "La favola dell'aborto facile - Miti e realtà della pillola Ru486". Franco Angeli Editore.
Chi l'ha scritto? Semplice: Assuntina Morresi e Eugenia Roccella!!
Indipendente vero?
E soprattutto super partes e non condizionato da una visione ideologica.
Specie se si considera che la stessa autrice, già collaboratrice del Foglio e dell'Avvenire ha scritto altri importanti 'saggi' assolutamente non ideologici quali ad esempio: "Contro il cristianesimo. L'Onu e l'Unione europea come nuova ideologia" (Piemme, 2005).
Stendiamo un velo pietoso!!!
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